mostra personale di pittura
dal 23 al 29 marzo 2012
Galleria di Villa Niscemi
P.zza dei Quartieri, 2
Palermo
biografia
Antonella Reale, pittrice, vive e lavora a Niscemi - Caltanissetta.
La pittura è parte integrante della sua vita. Disegna e dipinge quasi da sempre.
Il suo è un continuo mettersi alla prova con questa disciplina che per lei non ha confini.
La lunga ricerca, che nel tempo gli ha permesso di sperimentare il colore e la forma in ogni suo aspetto, caratterizza le sue opere.
Il figurativo, l'astratto e le installazioni sono incentrate su un evoluzione di significati, di tecnica e dimensioni che emergono dall'analisi dellevoluzione mentale, del suo bagaglio culturale, del suo essere donna e artista. Elementi fondamentali per continuare a percorrere la strada della sperimentazione culturale, portata avanti costantemente con tenacia.
Da diversi anni conduce un laboratorio di pittura presso la Comunità Terapeutica Assistita (C.T.A.) di Santo Pietro (Catania).
Le sue opere sono note in Italia e all'estero e fanno parte di collezioni pubbliche e private.
Ha allestito mostre personali e partecipato a numerose rassegne collettive in ambito regionale, nazionale e internazionale, ottenendo premi e riconoscimenti, tra i quali: Premio Morbidelli , Prato 2003; Premio Artistico-Letterario Arte per il terzo Millennio , VIII Edizione, Siracusa 2006; Targa Premio Internazionale Arcaista , Tarquinia 2007; Diploma di Benemerenza del Sovrano Ordine dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme , Catania 2000.
E' socio onorario Ass. Siciliana Buenos Aires Nord Città di Beccar , Repubblica Argentina.
bibliografia
> LietoColle : Giusi Maria Reale - "Orbis Chimaerae" illustrazioni a china, Faloppio (CO) 2011
> Mensile Arte , Ed. Mondadori, Dicembre 2005.
> Catalogo Arte Moderna , Ed. Mondadori - n. 39, Milano 2004
> Rivista Sotto il Vulcano trimestrale Anno XIII n.90/91 settembre/dicembre, Catania 2006
> Catalogo Arte Solidarietà nelle Terre di Colline , Ed. Lito Art - Ass. Regione Sicilia, Caltanissetta 2006
> Catalogo Premio OpenArt 2004 , Roma 2004
> Catalogo Imago Artis , Ed. A.S.P.O. Ass. Regione Sicilia, Siracusa 2003
> Catalogo T erre di Sicilia Ediz. Centro Studi M.U.R.O. Ass. Regione Sicilia, Siracusa 2003
> Catalogo Alter Ego, Niscemi 2002-2003
> Catalogo 5° Premio di Grafica e di Pittura - Franco Morbidelli, Prato 2003
Recensioni da testate:
_ Il Corriere di Roma
_ Il Giornale d'Italia
_ La Sicilia
_ Giornale di Sicilia
_ Libertà
_ I Fatti
_ Il Messaggero
_ Il tempo
Recensioni da emittenti televisive:
_ RAI TG 3
_ Video Mediterraneo SKY
_ Video Golfo.
mostre
2011
Siracusa Personale, Galleria Roma;
2010
Cadro (CH) Collettiva del Ventesimo a cura della Fondazione Extrafid ART
-Spazio espositivo del Municipio di Cadro-
Enna Progetto Immersione a cura della facoltà delle Arti e della Comunicazione
dellUniversità Kore. Personale, caffè letterario Al Kenisa;
2009
Taormina (Me) Riflessi Paralleli. Personale, Chiesa del Carmine;
Giarre (Ct) Riflessi Paralleli. Personale, Sala espositiva F. Messina;
Siracusa Collettiva, Galleria Civica dArte Contemporanea Montevergini;
2008
Lugano (CH) La Stirpe di Andros. Personale, Fondazione Extrafid ART;
Viterbo Ri-tratti e Tras- figurazioni. Personale, Galleria Monterosi;
Ragusa Ibla Ri-tratti e Tras- figurazioni. Personale, Chiesa Sant'Antonino;
2007
Tarquinia Premio Internazionale Arcaista;
Treviso 2° Premio Internazionale di Pittura "Arte Laguna": Mostra Itinerante;
Gela La Stirpe di Andros. Personale, Palzzo Ducale;
2006
Roma Alter Ego. Personale, Galleria Arte Colosseo,
Catania Personale, Circolo Ufficiali A.M. Aeroporto Fontanarossa;
Mussomeli I Quattro Elementi. Personale, Chiostro San Domenico;
Militello in Val di Catania. Personale, Museo e Archivio Comunale;
Caltanissetta Personale, Istituto Conte Testasecca;
Rassegna Itinerante Arte e solidarietà nelle terre di Colline Ass. Regione Sicilia:
Montedoro: Sale Centro Sociale;
Milena : Biblioteca Comunale Leonardo Sciascia Sala Conferenze;
Bompensiere: Sala del Municipio;
Delia: Sala Consiliare del Comune;
Caltanissetta: Biblioteca Comunale Luciano Scartabelli;
Siracusa Premio Concorso artistico Letterario Arte per il terzo Millennio 8° edizione;
Caltanissetta 51° rassegna il Natale, Biblioteca Comunale;
2005
Modica Personale, Palazzo della Cultura;
Roma Personale, Galleria Arte Colosseo;
Caltagirone Personale, Chiesetta di S. Anna;
Ragusa Collettiva, Chiesa di San Giacomo;
Serradifalco: Rassegna Itinerante Arte e solidarietà nelle terre di Colline
Ass. Regione Sicilia, Palazzo Comunale;
2004
Modica Personale, Castello dei Conti;
Roma Personale, Il Pensatoio;
Roma Premio OpenArt - Sale del Bramante;
2003
Noto Personale, Galleria TerrArte;
Modica Personale, Chiesa di San Paolo;
Prato 5°Premio di grafica e di pittura Franco Morbidelli, Piazza Stazione;
Ramacca Rassegna Gonfaloni per la Solidarietà, Chiesa Madre;
Siracusa Rassegna Imago Arts Ass. Regione Sicilia, Galleria Mediterranea Art Gallery;
Siracusa Rassegna Terre di Sicilia Ass. Regione Sicilia;
Catania Collettiva, Galleria Officina d'Arte;
2002
Barcellona Personale, Galleria A.C.E.AS;
Londra Collettiva, Mall Galleries;
Torino Collettiva, Palazzo Graneri, Sale espositive Circolo degli Artisti;
Leonforte Collettiva, Cortile Palazzo Branciforti;
Mussomeli Personale, Sala Randazzo Chiostro San Domenico;
2001
Gela Personale, Galleria Art Gallery;
1999
Caltanissetta I gran Maestri Commenda Siciliana del Sovrano Ordine dei Cavalieri Ospitalieri di
San Giovanni di Gerusalemme;
1998
Città di Beccar Buenos Aires : Associazione Siciliana Buenos Aires Nord.
"Dipingere è un modo di essere" affermava Jackson Pollock, negli anni Cinquanta a proposito della sua action painting.
Per Antonella Reale la pittura non è solo azione è ragione e libertà, è un modo di interpretare se stessi, ma è anche agire, riprodurre, costruire sulla tela la poeticità del suo lavoro interiore.
I concetti possono esseri comunicati con diversi modi di espressione e l'arte è senza dubbio la più accreditata tra i volani. Nelle sue opere la magistrale rivelazione artistica è intesa come la risorsa per la conoscenza e l'espressione della coscienza umana.
Nicoletta Di Benedetto
Pagina in allestimento
vedi opere
ARRIVANTI, RITORNANTI, SUPERSTITI
Ritratto ed esperienza del volto nell’opera di Antonella Reale
di Salvo Sequenzia
In un passo illuminante delle Familiares (XXIII, 19), Francesco Petrarca coglie nel dialogo letterario con un altro scrittore, Giovanni Boccaccio, la complessa e vastissima costellazione di sensi e di significati che sottendono alla creazione artistica, definendola come somiglianza, «quella del figlio rispetto al padre, nei quali mentre spesso vi è una grande diversità delle membra, vi è una certa ombra che i nostri pittori chiamano aria, che si vede soprattutto nel volto e negli occhi».
Di «aria del volto» parlerà più tardi uno dei più raffinati e geniali prosatori della Roma barocca, il gesuita Agostino Mascardi, il quale, in questa folgorante metafora, racchiude un “movimento” («quando guardiamo qualcuno negli occhi, vediamo qualcosa che si muove»), e lo riferisce alla dinamicità della pittura e della scrittura, che pongono la somiglianza in quel che si muove, che in certo modo si nasconde. Al tempo stesso, cogliere somiglianze e differenze aiuta a muovere definizioni codificate.
In tal modo, un libro, un disegno, un dipinto divengono qualcosa di vivente, si fanno segno di altro, rinviano all’«aria del volto», svelano un’essenza nascosta, misteriosa, irriducibile, schiudendo ai nostri occhi un abisso di senso e di significato ai quali intrecciamo la nostra esperienza ed il nostro vissuto. Così un’opera viene ad arricchirsi di quel di più dell’'esistenza che la memoria riscalda.
I “ritratti” di Antonella Reale, nella complessa costellazione di rimandi e di significati che essi esprimono, testimoniano una esperienza della figurazione in cui domina un'’intensità che costruisce una dimensione poetica di energica dissidenza, in cui la relazione col mondo è segnata da una deliberata e ininterrotta destituzione di ogni «senso comune».
Ciò che l’artista “guarda” nei suoi ritratti, è quanto ricorda. Ciò che dipinge è formato nella sua facoltà di dare corpo alle ombre della memoria, manifestandosi in piena individuazione di luce e buio, ma pure di odori, temperature, liquidità di voci e suoni.
La straordinaria delicatezza di questa teoria di ritratti intende disconoscere qualsiasi ipotesi di struttura codificata o precostituita, ponendosi nel segno di una continua, estrema dilatazione dello sguardo che si mostra, senza mai nessuna sosta, tutto pervaso da un’urgenza stranita e in deliquio, il cui slancio visionario travolge e «buca», violentemente, tutto ciò che incontra e che rincorre.
Le figure sono colte in ogni luogo, nella fissità oracolare del frame fotografico. Esse si fanno diario di un transito, memoriale di accadimenti, archivio di un dis-astro, di un deragliamento, di un andare fuori asse del tempo che tutto travolge e che darà vita, in seguito, entro i limina di una ricerca e di una sperimentazione artistica appassionata ed esigente, alla saga de La stirpe di Andros. Di cui la ritrattistica è prologo.
Il segno definisce e pure nasconde le evidenze dei volti, le emozioni, il sostrato di figure a tutto tondo che sono gli altri, il prossimo perplesso nelle proprie isolate situazioni che Antonella Reale coglie con poesia ed incantamento.
Ciò che nelle nuances cromatiche sembra scivolare verso sensazioni morbide e fumose viene ripreso con una traccia innervata, come un colpo di redini, eccitata dall'ambiguità di presenze che sono insieme ferme e divaganti, libere dalla realtà e raccolte in pensieri privati, in giochi di rarefazione. E sembra quasi che l'artista, in alcuni ritratti, parta da una parola, anziché da una cosa vista: una parola come "solitudine", "fuga", "freddo", “desiderio”, “purezza”.
Antonella Reale ha approfondito il carattere polisemico e transfigurale del ritratto, che negli anni ella ha costruito come edificio espressivo senza cedere a superficiali deviazioni per catturare modernismi e deformismi: ha rinnovato sempre in profondo, aggiungendo in modo spontaneo nelle immagini quanto via via le sembrava coerente con il discorso di appropriazione che l'uomo contemporaneo intende riassumere per non far scomparire la propria rappresentazione sia dallo scenario figurativo dell’opera d’arte, sia dalla propria scena psichica e ideativa.
L'indagine dell'artista è densa di orditure sottopelle, lo spazio figurativo è innervato da fremiti e insistenze, il segno svuota e riempie il clima delle tensioni che si dipanano tra figura e figura; il volto è insieme rilievo umano e maschera teatrale: fatto interpretativo che concentra espressione classica e icona moderna. Il soggetto si offre e si nasconde, si ritrae nelle proprie valve di mistero.
Antonella Reale sa contenere in un alveo di rarefatte incidenze e coincidenze ciò che ha compreso, e che mantiene in un linguaggio di equivalenze alte, fuori e sopra le contingenze.
La sua opera, caratterizzata da una mirabile precisione esecutiva e sorprendente resa luministica, può essere letta come la storia straordinaria della dis-locazione, o “delocazione” dell’io - come le opere straordinarie di Claudio Parmiggiani ottenute col fumo e con le tracce dell’assenza delle cose - che connette la questione dello ritratto a quella dello spettro, o “spectrum”, e della specularità, dello “spaesamento”, dell’essere clandestini come condizione ontologica assunta dall’uomo contemporaneo, che sperimenta tragicamente il proprio nomadismo “oltre” la propria corporeità, nel vacillamento dell'’Apocalisse del posthuman e della secolarizzazione del tempo, colti alla fine, al tramonto di ogni orizzonte mitico sulla scena del mondo.
Maggio 2011
RIFLESSI PARALLELI
Di Nicoletta Di Benedetto
Una esposizione raffinata, elegante, completa.
Così possiamo definire questa mostra di Antonella Reale. Ma è anche una prova di lettura alla quale lartista ci sottopone.
Chi segue il suo percorso pittorico sa quanto l'immagine descritta nelle tele è solo un riflesso della sua memoria.
Per noi che scorriamo con gli occhi queste opere sono Ritratti.
Immagini da abbinare a persone, da ricercare subito nella memoria, da rintracciare fra il passato e il presente.
Capire, questo è il nostro interrogativo, chi siano quei personaggi e perché la pittrice ha deciso di metterli in posa. Personaggi che apparentemente ci scrutano immobili dalle cornici. Ma, se proviamo a voltarci indietro, ci accorgiamo che ci seguono con uno sguardo furtivo, mentre noi ancora continuiamo a giocare con i nostri ricordi, a cercare un rimando tra le nostre conoscenze e ad interrogarci se le sembianze sono perfette.
A noi non interessa la dinamicizzazione interna del quadro, che va ben oltre la pura immagine che si rivela. Noi cogliamo lo sguardo fulmineo, profondo, che ci pietrifica. Cogliamo la luce che si fa tridimensionale, che smorza o scava particolari. Cogliamo corpi perfetti nelle loro fattezze, il dettaglio dei capelli, dellabito, del sorriso stampato sulle labbra, dei tratti che vanno a riposizionarsi come in un puzzle.
Per noi sono solo Ritratti.
Ritratti di cui la storia ha affollato le sale dei musei, le pareti delle dimore che sfoggiano in bella mostra i propri avi, la padrona di casa, l'ultimo della dinastia. Ritratti sono i personaggi celebri che nei secoli si sono prestati ad essere analizzati attraverso la lente del pennello, a volte irriverente, che hanno fatto la fortuna e la gloria di molti artisti, consegnando ai posteri veri capolavori.
La pittrice con questa rassegna ci pone un interrogativo.
Che cosa si cela dietro unimmagine posizionata su una tela?
Per lei non sono Ritratti, ma Riflessi. Riflessi paralleli.
Corpi prestati allo specchio dellanima che si lasciano attraversare dalla rifrazione della luce. Non sono solo pose, ricordi o immaginazione che confluiscono in una mimesi attraverso la pittura. Ma sono figure analizzate come essenze del meraviglioso dono della vita e fuse attraverso il suo talento artistico.
Per Antonella Reale un ritratto consiste nell'espressione più autentica di uno stato danimo, un excursus mentale. In ogni dipinto è impressa una parte perfettamente identificabile della sua persona, del suo essere donna ed artista. Artefice di un mondo pittorico di indiscutibile valore ufficiale e ricco di contenuti, questa artista ha la capacità di mettere insieme, a suo modo, la realtà di tempo e di luoghi e la sua innocente riflessione.
Aprile 2009
"NON PUOI DIPENDERE DAI TUOI OCCHI, SE LA TUA IMMAGINAZIONE NON È A FUOCO"
Mark Twain
di Nicoletta Di Benedetto
Immagine o immaginazione. Né l'una né l'altra che travalica la realtà. I soggetti che Antonella Reale ha ripreso sono solo scatti di una pittura percepita con la forza drammatica della luce, che caratterizza l'attimo straordinario del realismo dell'azione.
La sequenza di ritratti presentati in questa esposizione è costituita da persone colte nei loro atteggiamenti naturali, messi in risalto attraverso i contrasti chiaroscurali che ne descrivono i lineamenti.
Pose fotografiche affidate a insoliti equilibri cromatici. Percezioni spaziali che afferrano le sensazioni dell'animo attraverso una sensibilità che rende la visione atemporale. Spazio e soggetto convivono in un sereno equilibrio inserito in una spazialità tridimensionale.
Tutto sembra fermo e immobile, coperto da un velo di indifferenza, ma tutti sono pronti a scattare al ciack di avvio per liberare e trasmettere le proprie emozioni.
Occhi penetranti che scrutano dal profondo dell'anima, carnose labbra che vogliose si offrono, innocenti gesti e corpi sensuali che si liberano nello spazio. E poi, minuziosi particolari svelano i segreti delle pieghe più recondite, che riescono a perdersi nelle morbide campiture che sfociano in evanescenti ombre.
Ci sarebbe ancora tanto da ricercare in queste emozionanti tele, ma dalla immediata lettura una cosa è certa sorprendono l'osservatore e lo lasciano attonito per la straordinaria purezza dei particolari.
Marzo 2008
NEL CAMMINO DELLA VITA RIFLESSI PARALLELI
di Serenella Costa Valle
Sembrano fotografie, ecco la prima impressione. Istintivo l'accostamento.
ntonella dipinge, esprimendo se stessa, mentre carpisce il sentire delle figure che ritrae.
Riflessi, ombre, luci, in continuo movimento, regalano, come in un gioco, la dimensione del soggetto.
Non statica, non piatta, lopera è viva, perché viva è l'espressione artistica di Antonella Reale attraverso i messaggi racchiusi nei personaggi proposti: la spensieratezza dellinfanzia, la riflessione e la difficoltà di esistere dell'adolescenza, la sensualità e la malinconia della donna che ha lasciato il limitare di gioventù.
Un percorso vissuto, fantastico e, da ultimo, concretamente giunto all'approdo.
Con il filtro della memoria le donne ritrovano se stesse rivivendo, nelle bambine che osservano le ali di una farfalla, la complicità di una scoperta, di uno stupore condiviso (Il gioco della libertà - olio su tela - cm 80x120).
Quante sensazioni nelle opere di Antonella, quanta sensibilità affiora nella cura, nella linda attenzione per i dettagli, come il pizzo della spallina di una sottoveste (Elisa olio su tela-100x135), o il tocco di rosso delle stringhe a sottolineare le sfumature del bianco e del nero (La porta di Alice - olio su tela cm150x48): risultati così raffinati sono il frutto di una severa ricerca condotta con tenace acribia.
Chi ha seguito la carriera artistica di Antonella Reale, e ne ricorda per esempio la serie La stirpe di Andros, ben rappresentata alla Galleria Extrafid Art di Lugano nel 2008, percepisce in eguale misura, anche in assenza della policromia, la forza pittorica e lurgenza di gridare lemozione.
Lugano, maggio 2009
LE DONNE DI ANTONELLA REALE
di Rosario Antonio Rizzo
La scrittrice francese Simone de Beauvoir nel 1949 pubblica Il secondo sesso per interrompere il silenzio sul tema della donna e scrive: <<Ho esitato a lungo prima di scrivere un libro sulla donna. Il soggetto è irritante, soprattutto per le donne; e non è nuovo. Il problema del femminismo ha fatto versare abbastanza inchiostro, ora è pressoché esaurito: non parliamone più. Tuttavia se ne parla ancora. E non pare che le voluminose sciocchezze spacciate durante lultimo secolo abbiano fatto gran luce sul problema. Daltra parte cè davvero un problema? Qual è? E si può ancora dire che vi siano delle donne?>>. La parola donne è virgolettata, per far meglio comprendere l'ironia dellaffermazione.
Ho scelto questo brano, come inizio di una riflessione su Riflessi paralleli di Antonella Reale per tre ordini di motivazione:
comunicare la mia esitazione, ed il mio disagio, nell'affrontare un tema così delicato, ancora unennesima volta visto da un uomo; rilevare che, contrariamente a quanto in quellepoca affermato dalla de Beauvoir, lemancipazione femminile ha avuto, negli ultimi cinquantanni del secolo scorso, unaccelerazione mai verificatasi prima. E nonostante tutto il problema esiste. E come discutere alcune delle sciocchezze sullargomento denunciato dalla scrittrice francese.
Se ci soffermiamo, solo per un attimo, sullevoluzione del genere umano, rileviamo subito che luomo, almeno da due milioni di anni, ha combattuto contro tutto ciò che si frapponeva tra la realtà contestuale ed il suo progetto di affermazione:
ha distrutto puntualmente tutti gli ostacoli che si è trovato davanti;
ha combattuto ed ucciso tutti gli animali che minacciavano la sua esistenza;
ha addomesticato quelli che gli erano necessari per la sua sopravvivenza;
ha assegnato, fin dallalba del suo cammino, ruoli rigidi, senza tante alternative, alla donna: schiava, compagna, amante, sposa, madre, angelo della casa. Non ruoli paritari, comunque, ma di sottomissione. Non ruoli ideali, forse idealigizzati, ma sicuramente di semplice profitto. Uno oggetto tra i tanti.
Ed è questo, a me sembra, il contesto dove si collocano le opere di questa splendida Mostra. Queste figure che della solitudine, della sofferenza, del dolore, drammi atavici, hanno fatto scelta di vita. E di denuncia.
Antonella Reale, donna e pittrice nata in Sicilia, dove vive ed opera, non è nuova a queste significative provocazioni. Provocazioni che trovano linfa nella quotidianità ed antesignani più in filosofia ed in letteratura che non in pittura.
Arthur Schopenhaur, per esempio, quando afferma che <<larte è la sola funzione teoretico-spirituale che libera realmente luomo dalla propria individualità. Grazie allarte ci è possibile spogliare le cose dal loro principio di individuazione, dal loro carattere effimero e di contemplare in esse luniversale, lidea>>. E non sarà stato un caso che Schopenhaur abbia dato particolare rilievo alla tragedia e alla musica.
E che cosa sono queste drammatiche figure di Antonella Reale se non personaggi, che si muovono sul palcoscenico della vita reale, più vicine alla tragedia greca che non al banale format di qualche spettacolo televisivo?
Antonella Reale, in questo ciclo di opere affidate a questa Serie Paralleli Riflessi, abbandona la tavolozza ricca di cromatismi (Il rosso, il viola, il giallo in ogni loro tonalità) dei cicli precedenti.
Il bianco ed il nero padroneggiano questo figurativo iperrealista.
Una tecnica, elaborata, e laboriosa, che non permette allartista, nel puntiglioso lavoro di ottenere le molte sfumature per arrivare a quel colore grigio che soddisfa lartista, di commettere il ben minimo sbaglio. Un lavoro certosino da medievale amanuense. Antonella Reale, una artista critica, e seria, fino all'inverosimile, prima di esporre una sua opera alla fruizione del pubblico.
La lettura, e la rilettura, di queste figure tormentate ed ansiose, trasmettono, nella loro drammaticità, momenti di tenerezza indicibile, allorquando il linguaggio pittorico di Antonella Reale, viene piegato ad esprimere ogni particolare, anche quelli che, allo sguardo distratto di uno smemorato lettore, potrebbero sembrare minimi ed insignificanti.
Lopera, Il gioco della libertà, che mostra tre bambine libere, nella loro beate innocenza, da condizionamenti, lacci e laccioli, è il frutto di oltre un anno di lavoro. Unopera piena e ricca di elementi particolari, di dettagli che consentono allartista di penetrare meglio in se stessa.
Oggetti costruiti e ritratti, a volte semplici, a volte complessi che, comunque, consentono al lettore di assistere ad unapparente crescita realistica proprio mentre realizza un ulteriore affinamento del linguaggio piegato a significare un mondo assunto a strumento di allegoria.
Antonella Reale padroneggia gli alfabeti, le grammatiche e le sintassi della pittura. Ma soprattutto ha imparato a comprendere i disagi della vita difficile delle donne, le loro storie tormentate ed il ruolo che la storia ha assegnato agli Artisti nel testimoniare il Tempo che non appartiene ad epoche specifiche. Ma attraversa l'esistenza dell'umanità attraverso i secoli, attraverso i millenni.
SULL'OPERA DI ANTONELLA REALE
di Carmelo Montagna (Storico dellArte)
Per tradurre in parole la cifra stilistica e culturale della pittura di Antonella Reale è necessario tenere presenti le ragioni artistiche che orientarono la grande e fascinosa stagione storica Simbolista, che fu tentativo di sintesi e insieme diaspora di sensibilità sublimi ed al contempo disturbate.
Di fioriture coloristiche Simboliste, contaminate da innesti narrativi dEspressione sul tema portante della forma, del colore e della figura umana.
A quei punti di confine si situa la sua indagine figurativa e dambiente sulla corporeità, che si sublima o si sfrangia di volta in volta, come manciata di semi che passano dallintimità lineare di equilibrio coloristico, nellunità del pugno, al gesto apparentemente dionisiaco, a cromature forti e disunenti, della seminagione; che si fa perciò promessa di livelli ulteriori di sintesi.
Alla ricerca incessante di un nuovo approdo di significati.
E il destino del faticoso lavoro interiore dellartista, che si fa immagine, continuando ad interrogarsi sulle grandi questioni dellArte, quindi della Vita: la struttura ed il carattere della forma, le vie misteriose di fondazione per la rappresentazione della realtà, mediate dai simboli o dal carattere descrittivo della figura.
Fra Luce ed Ombra è lantica e vertiginosa Via della Bellezza, che Antonella Reale sa percorrere con maestria, nellavviarsi alla sua maturità artistica, con le inevitabili stazioni dellirrimediabile inquietudine umana.
Si tratta di quella aspirazione ai livelli superiori dove, diceva Baudelaire nel 1857, intendere la segreta linguadelle cose mute.
In senso più generale è la poetica delle corrispondenze:
E un tempio la natura/ ove viventi/ pilastri a volte confuse parole/ mandano fuori; la attraversa luomo/ tra foreste di simboli dagli occhi/familiari. I profumi e i colori/ e i suoni si rispondono come echi/ lunghi che di lontano si confondono/ in unità profonda e tenebrosa/ vasta come la notte e il chiarore.
E lidea del riflesso e dellintreccio fra forme, colori, sonorità e sensazioni che orienta le produzioni figurative e le risonanze interiori delle sensibilità notevoli.
LArte diviene così espressione concreta e analogica di idee; momento di incontro e di fusione tra elementi e materiali distillati dal caos della semplice percezione sensoriale; direzione che tende alla rivelazione spirituale.
Lartista che sta su questa Via di riflessione e rappresentazione esprime idee per mezzo delle forme.
E con questo taglio concettuale che nellopera di Antonella Reale riaffiorano potenti le tematiche del ricorso allallegoria o il richiamo a soggetti di forte connotazione etica, i cicli del tempo e delle stagioni, la vita e la morte, il canto della bellezza dei corpi, il loro inevitabile svanire, lo smarrimento del senso della direzione dellavventura umana o la nostalgia di una redenzione intravista in paesaggi di desolato nichilismo.
E una sensibilità che si manifesta nel fare affiorare le dimensioni più profonde e misteriose dellesistenza, sogno ed evocazione di paesaggi interiori popolati dansia e di speranza, senza mai distogliere lo sguardo dalla capacità di esprimere con tratto sicuro, perfino iperrealistico, il ritratto e la figura umana nella sua corporeità di bellezza concreta.
E una strumentazione artistica potente che Antonella Reale usa per valorizzare le risonanze emotive o le potenzialità evocative a supporto della ricerca sulla verità materiale delle cose, come appare nelle sue opere.
Nellindagine che fa sulla realtà e sullesistenza predomina difatti la figura umana, misteriosa apparizione di sintesi fra visibile ed invisibile, fra dimensione umana-troppo umana e natura, fra morte e vita, fra realtà del corpo e suo annullamento o evocazione in dissolvenza.
Lartista, nella sua creatività, non si limita perciò a rappresentare oggetti ma cerca di coglierne gli aspetti di Verità sotto la forma della Bellezza, per cui è perfino possibile sostenere che lArte è più vera della Natura che rappresenta e che la religiosità dellopera forse non dipende semplicemente da ciò che vi viene raffigurato ma dalla spiritualità profonda dellartista, necessariamente orientata.
Per capire profondamente questa dimensione fondamentale nellopera pittorica di Antonella Reale, è necessario scorrerne i titoli: Solitudini, Policromia dellassenza, Promenade sullabisso, Corpo cavo, Lunga notte degli Asfodeli, Stirpe di Andros, Soglia negata, Morfologia del vuoto, Lanima e la diaspora, Epicedio in limine al crepuscolo, Leco dei dispersi..
Evidentemente i riferimenti crepuscolari agli asfodeli/piante dei morti, allepicedio/canto funebre per eroismi antichi, al corpo cavo, alleco dei dispersi, ai colori e suoni dellassenza, al vagare inquieto e notturno delle anime, hanno a che fare con la prospettiva inquietante dellabisso, che lartista sente metafisicamente come orizzonte ultimo verso cui tende pericolosamente il nostro tempo, dandone lallarmato avviso. Per fermarne lincedere e tentare nuove vie di salvezza.
Queste realtà esistenziali vengono percepite attorno e dentro noi, nelle solitudini o nelle folle anonime metropolitane, che si confondono con le disincarnate dimensioni dei vaganti, persi negli orizzonti del non-senso; alla ricerca di un necessario ed urgente, metafisico, nuovo-e-antico Centro del Mondo, punto di ri-avvio e Omphalos di certezza, in assenza del quale tutto rischia definitivamente di perdere di senso e di significato per La stirpe di Andros, cioè di ogni uomo di questa terra che è, nello stesso tempo, destino e limite per gli altri uomini e per le altre liberta, come afferma la stessa Antonella Reale.